La storia dietro l'arte
Scopri il viaggio artistico di SCIZOO' ART. Dalle prime pennellate all'espressione fotografica, ogni opera racconta una parte della mia storia. Qui troverai le motivazioni, le ispirazioni e le esperienze che hanno plasmato la mia visione creativa.

L'inizio del mio percorso
Ho iniziato a imbrattare tele da ragazzino e ho sempre combattuto contro un ambiente dove quello dell'artista non era un mestiere, ma una "stranezza". Nonostante le sfide, la passione per l'arte ha sempre guidato il mio cammino, portandomi a esplorare diverse forme espressive.

Emozioni e messaggi
Attraverso le mie pitture e fotografie, desidero raccontare qualcosa: una sensazione, un'angoscia, una gioia o la disperazione che ti porta alla follia. Ogni opera è un'esplorazione profonda dell'animo umano, un invito a riflettere sulle complessità della vita.

Unicità e visione
Ciò che rende unica la mia arte e la mia visione è l'assoluta indifferenza nei confronti dell'angosciosa necessità di essere "unici". Mi concentro sull'autenticità dell'espressione, lasciando che il mio lavoro parli da sé, senza uniformarmi a mode o aspettative esterne.
Scizoò (Alfio Sampugnaro)
Alfio Sampugnaro nasce a Lentini il 20 Agosto del 1964.
L’interesse per la pittura è evidente fin dalla tenera età e, seppur indirizzato verso studi tecnici, intraprende da autodidatta un percorso di studi rivolto alla pittura ma anche alla grafica, al design, alla fotografia e alla body-art.
Il mezzo secolo di attività ha visto questo artista silente per lunghi periodi. Il distacco dalla sua terra e le vicende personali lo hanno costretto ad accantonare temporaneamente il suo lavoro d’artista. Ma l’arte è difficile da sopprimere e, come un fiume carsico, scorre con forza sottotraccia, aspettando di poter risalire in superfice.
Egli ama dire che anche senza toccar tavola o pennello per lunghi periodi, il suo cervello dipinge. Dipinge mentre è in un caffè e guarda al tavolo accanto una coppia di anziani che prende il the; dipinge mentre legge un fumetto; dipinge mentre al telegiornale passano le immagini dell’ennesima guerra. Insomma, pur non avendo poi un prodotto finito, tangibile, fisico; egli “crea” un’immagine che resta accucciata nel suo cervello aspettando di venir fuori.
Si spiega così come nella sua produzione sono riconoscibili temi e atmosfere coincidenti con le stagioni del vissuto di quest’artista. La danza, la donna, la madre, la solitudine, l’eros e la pazzia…
Lontano dall’oggettiva possibilità di voler arruffianarsi un mercato, Scizoò ha una tecnica spontanea e cangiante. Utilizzando un alfabeto eclettico egli “racconta” e lo fa senza la perniciosa necessità di “stupire” a ogni costo.
Nel 2005 partecipa alla collettiva presso la confraternita “S.S. Nome di Gesù” di Trana (Torino); successivamente espone al “Museo del Gusto” Frossasco (Torino). Nel 2007 espone all’ "Alcool" di Torino e partecipa alla “65 Esposizione Arti figurative” organizzata dalla, Promotrice delle Belle Arti di Torino. Sempre nello stesso anno partecipa al 25° ‘concorso di pittura “Il Centenario” di Torino, dove una sua opera, "Geisha", riceve un encomio e organizza una personale pressò l'associazione culturale “Tarea" di Torino. Nel ‘2008 è presente nel catalogo “Avanguardie Artistiche"; partecipa alla 66° ‘ Esposizione Arti figurative organizzata dalla Promotrice delle Belle Arti di Torino, alla 33esima Rassegna d’arte Internazionale “La Telaccia d'oro 2008" con esposizioni a Torino — Galleria d'arte “La Telaccia"-, Sanremo e Villa Otmond- Montecarlo Hotel de Paris. Collettiva al Lingotto di Torino; collettiva alla Galleria “Il Tempio” di Palermo. Dal 2010 si dedica anche alla body-art partecipando a diverse iniziative. Ospite alla “Torino Tattoo Convention 2019” con una perfomance di Bodypainting. Nel 2020 nasce il progetto “Canned”. Nel 2023 espone in una personale a Carlentini (SR) presso il Complesso del Carmine. Nel 2024 è presente in una collettiva nell’ambito del “Fol Festival” di Collegno (TO). Nel 2025 espone nella collettiva “Tormenti, visioni, evasioni” a Palazzo Lascaris Torino.
Hanno scritto di lui: Simone Fappanni, Giuseppe Nasillo, Marilina Di Cataldo, Emanuela Figliola, Carlo Palladio.